Riforma dello Sport: nuovi requisiti per le associazioni e società sportive dilettantistiche
Riforma dello Sport: nuovi requisiti per le associazioni e società sportive dilettantistiche
La riforma dello Sport ha introdotto importanti cambiamenti, tra cui la creazione del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD), che sostituisce il precedente registro gestito dal CONI. La nuova disciplina è regolata dagli articoli 6 e 7 del D.Lgs. 36/2021 e impone aggiornamenti agli statuti delle ASD (associazioni sportive dilettantistiche) e SSD (società sportive dilettantistiche).
Il RASD: cos’è e a chi si rivolge
Il RASD, gestito in forma telematica dal Dipartimento per lo Sport, è obbligatorio per:
- ASD e SSD.
- Enti del Terzo Settore (ETS) che svolgono attività sportive dilettantistiche senza scopo di lucro.
L’iscrizione al RASD certifica la natura dilettantistica degli enti, consentendo loro di accedere a agevolazioni fiscali e contributi pubblici.
Novità introdotte
Sostituzione del registro CONI: il RASD prende il posto del precedente registro CONI, pur lasciando operativo quest’ultimo per compiti differenti.
Doppio riconoscimento:
- Sportivo tramite affiliazione a FSN (Federazioni Sportive Nazionali), DSA (Discipline Sportive Associate) o EPS (Enti di Promozione Sportiva) riconosciuti dal CONI.
- Dilettantistico tramite l’iscrizione al RASD.
Adeguamento degli statuti: gli statuti delle ASD/SSD devono essere aggiornati per rispettare le norme del D.Lgs. 36/2021, inclusi gli obblighi previsti dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e dal DPR 633/72.
Le sfide normative
Gli statuti devono garantire:
- Esclusione dello scopo di lucro per beneficiare della de-commercializzazione dei corrispettivi specifici (art. 148, comma 3 TUIR).
- Recepimento delle clausole previste dal TUIR (art. 148, comma 8) e dal DPR 633/72 (art. 4, comma 7).
- Rispetto delle disposizioni civilistiche per le SSD, in particolare per la “lucratività attenuata” prevista dall’art. 8 del D.Lgs. 36/2021, che consente una parziale distribuzione degli utili.
Gli ETS che svolgono anche attività sportive dilettantistiche devono considerare, oltre al D.Lgs. 36/2021, le norme del D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore) e del D.Lgs. 112/2017 (Impresa sociale).
Il ruolo del RASD e le criticità emerse
Dopo il termine del 30 giugno 2024, previsto per l’adeguamento degli statuti senza imposta di registro, molte ASD/SSD hanno ricevuto rilievi dal RASD per non conformità agli standard normativi.
Per superare queste difficoltà, il Registro dovrà adottare un approccio che tenga conto delle diverse normative applicabili agli enti sportivi dilettantistici: diritto sportivo, diritto comune e diritto tributario. Solo un’interpretazione sistematica permetterà di redigere statuti che soddisfino i requisiti richiesti e consentano l’accesso alle agevolazioni fiscali e amministrative previste.
Conclusione
La riforma dello Sport impone un ripensamento degli statuti e un’attenzione particolare alla complessità normativa che regola le ASD/SSD. Una collaborazione tra gli enti sportivi e il RASD sarà fondamentale per garantire il pieno rispetto delle nuove regole, senza compromettere l’accesso alle agevolazioni e ai benefici previsti per il settore sportivo dilettantistico.