Intelligenza artificiale e accertamento tributario: innovazione e sfide normative
Intelligenza artificiale e accertamento tributario: innovazione e sfide normative
L’IA nel contesto normativo europeo e nazionale
Il Regolamento europeo 2024/1689 (AI Act), entrato in vigore il 13 luglio 2024, stabilisce un quadro normativo per l’utilizzo dei sistemi di IA, distinguendoli in base al livello di rischio:
- Sistemi vietati, come il social scoring.
- Sistemi ad alto rischio, soggetti a rigorosi requisiti.
- Sistemi a basso rischio, con regole meno stringenti.
L’Italia ha recepito queste disposizioni e sta implementando strumenti di IA come il progetto Ve.Ra. (Verifica dei rapporti finanziari), volto a migliorare l’efficienza nella lotta all’evasione fiscale.
L’impatto dell’IA sull’accertamento tributario
L’intelligenza artificiale offre vantaggi significativi, tra cui:
- imparzialità: garantisce uniformità nei controlli, trattando situazioni simili in modo equivalente.
- efficacia: analizza grandi volumi di dati (fatture elettroniche, rapporti finanziari, ecc.) per identificare possibili anomalie.
- certezza giuridica: può supportare contribuenti e amministrazioni nell’interpretazione uniforme delle norme.
Tuttavia, emergono anche sfide importanti, come la necessità di trasparenza e supervisione umana per evitare discriminazioni algoritmiche e garantire il rispetto dei diritti fondamentali.
Il caso Ve.Ra.: un esempio pratico
Ve.Ra., introdotto dalla Legge di Bilancio 2020, analizza i dati dell’Archivio dei Rapporti Finanziari per individuare contribuenti a rischio di evasione. L’approccio prevede quanto segue:
- selezione preliminare basata su parametri economici.
- analisi dei movimenti finanziari rispetto ai ricavi dichiarati.
- scrematura delle posizioni giustificate.
- segnalazione alle strutture di controllo per ulteriori approfondimenti.
Nonostante l’efficacia, l’Agenzia delle Entrate sottolinea che le decisioni finali non sono completamente automatizzate, ma richiedono intervento umano.
Questioni giuridiche e garanzie per i contribuenti
Il Consiglio di Stato, con due sentenze del 2019, ha stabilito che i provvedimenti basati su IA devono rispettare:
- conoscibilità: l’algoritmo e i criteri devono essere trasparenti e accessibili.
- supervisione umana: le decisioni devono essere sempre verificabili da funzionari competenti.
- non discriminazione: gli algoritmi devono evitare distorsioni legate a dati inaccurati o parziali.
Proposte per il futuro
Il documento suggerisce la creazione di un Organismo tecnico nazionale per monitorare l’utilizzo dell’IA nei procedimenti tributari. Questo ente potrebbe garantire la conformità agli standard normativi e promuovere un equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti dei contribuenti.
Conclusione
L’introduzione dell’IA nel campo tributario rappresenta una rivoluzione per l’amministrazione fiscale, ma richiede un’implementazione responsabile, rispettosa dei diritti fondamentali e delle garanzie procedurali. Il monitoraggio e la trasparenza saranno elementi chiave per il successo di questa trasformazione.